La decisione presa per il governatore della Provincia di Buenos Aires di rinnovare le licenze di funzionamento a sette sale da bingo e slot-machine svegliò preoccupazione tra i deputati dell'opposizione che la qualificarono di scandalosa. Daniel Scioli decise di rinnovare per decreto i permessi di operazioni di dette sale che avevano scadenza tra 2008 e 2011 senza c'essere dimezzato processo di licitazione alcuno.
I deputati per la Coalición Cívica qualificò di "scandalosa" detta decisione e minacciarono di portare il caso alla Giustizia. Di prosperare questa iniziativa detta decreto potrebbe essere considerato anticostituzionale. Da parte sua il governo bonaerense ha giustificato quella proroga per “l'impossibilità tecnica per compiere il ricambio dell’hardware e software [delle macchine delle sale da bingo e slot-machine] nella cosa immediata di fronte allo scarso del termine di scadenza degli strumenti contrattuali vigenti”.
Dall’opposizione è stato manifestato che questo decreto “È chiaramente incostituzionale, poiché si suppone che il denaro deve andare a migliorare aree chiave dell'amministrazione pubblica”. La decisione di rinnovare i permessi di funzionamento a sale di bingo e slot-machine, tolse denaro ai ministeri di Salute, Educazione e Sviluppo Sociale aumentando le cassapanche dell'Istituto Provinciale di Lotteria e Casinò, il quale è considerato un ente poco controllato.
Il commercio dei bingo e slot-machine lascia milioni di dollari per anno e dietro questa decisione rimane chiaro che ci sono in gioco molti interessi che poco hanno a che vedere col benessere degli abitanti della Provincia di Buenos Aires. Vari dei concessionari sono stati forti contributori nelle campagne elettorali e sono riusciti a funzionare con grandi vantaggi nel momento delle licitazioni. Le sale di bingo e slot-machine gestite per i gruppi Codere, Della Valle, Ferrari, Gruppo Blaquier, Intermar Bingo-Codere, Laquaniti, Mautone è stato beneficato per detta risoluzione. Secondo una relazione elaborata per i deputati che seguono questo tema il commercio del gioco nella provincia muoverà questo anno più di 8.000 milioni di pesi, dei quali solo 1/3 ferma con l'intervento dello Stato.











