Infrazione alla privacy in una sala da bingo di Barcellona.

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La storia comincia un anno fa, quando i padroni di una sala da bingo situata in un quartiere barcellonese non distrussero le schede con i dati personali dei giocatori nel tempo in cui chiusero il locale. Ora, l’antico bingo si trasformerà in un ristorante cinese, e chi lo stanno riformando, buttarono queste schede ai contenitori di macerie della strada. La grave infrazione commessa per il bingo potrebbe supporre una multa di fino a 300.000 euro.

Come comunicato dal Dipartimento degli Interni, sono stati i vicini di questo stabilimento, che hanno avvertito la polizia dell’abbandono delle schede che contenevano il nome, l’indirizzo e la carta d'identità di migliaia di giocatori che avevano chiesto di non essere autorizzati a entrare al bingo considerando i loro problemi con il gioco compulsivo.

La Direzione Generale di Giochi e Spettacoli ha aperto un espediente informativo per investigare il caso e determinare le responsabilità che creda opportune nell'impresa che gestiva il bingo, se considera che ha vulnerato la normativa di protezione di dati non avendo distrutto le schede dei giocatori con problemi di gioco patologico.

L'apertura dell'espediente si basa sulle testimoniate scritte che raccolsero gli agenti di polizia nel posto dove si trovò la documentazione confidenziale e che la polizia autonoma ha consegnato tanto alla Generalitat come all'Agenzia Catalana di Protezione di Dati affinché investighino il caso.

Fonti dell'Agenzia Catalana di Protezione di Dati assicurarono che il bingo ha incompiuto la custodia e distruzione di dati, visto che non disponeva di un registro informatizzato. Questi sono “molto rilevanti”, giacché servono per verificare se i giocatori sono minori o hanno proibito l'accesso a questo tipo di stabilimento per problemi di gioco compulsivo.

Le sale da bingo immagazzinano una gran quantità di dati e ciò lo descrive un'impiegata di un sala da bingo vicina. “Abbiamo circa cinque milioni di schede”, afferma. La sala da bingo nella quale lavora aprì in 1980, e come qualunque bingo, deve registrare i dati di tutti i suoi clienti per vietare l'entrata di minorenni e di persone con problemi di gioco patologico. Le schede di quest’ultimo tipo sono quelle che i nuovi padroni dello stabilimento hanno lasciato in piena strada.